NONNA VS HEIDEGGER

Pubblicato da Gaia Nozza il

Il divano di mia nonna oggi è un po’ più comodo rispetto al solito, mi siedo, e dopo il quindicesimo no a tutte le sue scorte annuali, le concedo di offrirmi dell’acqua frizzante.
Le chiedo come sta, inizia a parlare, e come ogni anziano che si rispetti mi parla del tempo: ” ghè un bel pù de scighera incoe” ( c’è molta nebbia oggi).
La guardo annuendo e sbadigliando, quando inizia a parlarmi di quando era giovane, del nonno, delle sue sorelle e ride, non smette di ridere.
Mentre finisce di raccontarmi le sue mitiche avventure di una volta, mi viene in mente di chiederle una cosa: ” Nonna tu cosa pensi del tempo ?” Le mi guarda basita e dice ” tu apèna dí che ghè la schigera”. Le faccio capire che non mi riferisco all’atmosfera, ma proprio al concetto di tempo. Chi meglio di lei conosce il passato, vive a pieno il presente e pensa costantemente al futuro?
Mi guarda sempre più stranita e lancia un ” se vor dí?” Le spiego cosa intendo:” dove ti sei sentita vivere di più, o meglio a che tempo ti capita più di pensare, presente, passato o futuro? E secondo te qual’e quello più importante? ” ci pensa mentre mangia il 57 esimo cioccolatino e accartoccia l’involucro all’interno del palmo. ” su propi no, tüc!”mi Risponde , “Come tutti? ” le chiedo.
Si siede in maniera più composta che può e con quegli occhi dalla cataratta appena fatta mi fissa intensamente, e mi dice che gli anni più belli sono stati da giovane, perché era sana e forte e aveva tutto quello che voleva. Allora ecco che sono pronta a mettere in tavola il mio carico da 1000: ” sai nonna, un filosofo di nome Heidegger si è interrogato molto sul concetto del tempo, e ha anche scritto diversi libri sull’argomento , Lui sosteneva che il tempo più importante fosse il futuro, perché nel suo pensiero, esisti solo se sei in grado di pensare e proiettarti al futuro. Cosa ne pensi?”
Ride, quasi singhiozzando e dice ” parla pú! Ti e i to amis de la filosofia, se capis propri nient!”. Beh ecco, diciamo che mia nonna non ha proprio tutto i torti, il detto parla come mangi, non appartiene proprio alla filosofia. Cerco quindi di semplificarle ancora di più il concetto e dico ” il futuro è il tempo migliore secondo lui è il più importante”. Stavolta sorride, ma il sorriso è macchiato da una tinta nostalgica. Mi dice che allora il ” mio amico” pensava di essere immortlale! Si mette dritta sulla poltrona e Sostiene con fierezza che nella vita non si può pensare solo al futuro, perché quando sei piccolo non lo conosci , quando sei giovane ci pensi troppo e arrivi vecchio che non sai come ci sei arrivato, allora ti rifugi nel passato perché il futuro ad 83 anni non lo vedi o meglio, non lo vuoi guardare.
In realtà il discorso di mia nonna non fa una piega, avrei potuto dirle che probabilmente Heideggerle avrebbe risposto che era d’accordo con lei, ma che proprio ora alla sua età avrebbe vissuto quello che lui chiamava ” il futuro autentico” ossia il vivere per la morte.
Ovviamente sono stata zitta, lei invece ricominciava a parlare” Sun vegia Gaia, sono vecchia, cosa vuoi che mi freghi del futuro, se ci penso, penso che muoio e me ven l’angoscia, se po no pensa a la morte a la mia età se no ciau!”.
E anche stavolta, Nonna 2 filosofo 0, almeno nella pratica.
Per quanto interessante e affascinante il concetto di vivere per la morte non è proprio il massimo della vita.
L’angoscia del vivere consapevoli che esista la morte, sicuramente è un motore, ma se ci pensassimo tutti i giorni probabilmente saremmo solo extra-sistole e attacchi di panico. Sento che l’idea di mia nonna è quella giusta da seguire, non tanto di non pensare alla morte, perché inevitabile purtroppo, ma di pensare alla vita. Probabilmente per Heidegger mia nonna è nel momento massimo della sua vita perché si rende conto che si avvicina al termine ultimo e la vive con più intensità. Ma la cara Maria Luigia lo manderebbe dritto dritto a ciapà i ratt! Lei non ci vuole pensare, non la vuole vedere la fine, preferisce contare i passi e guardare la strada.
E sulla carta… affrontare l’inaffrobtabile porta solo a grandissime seghe mentali che lei, sceglie di lasciare al mio amico filosofo.


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